dal blog PENSIERI GRAFICI

Ispirazioni visive d’agosto, tra comunicazione, strumenti e cultura

Cover header Pensieri Grafici n.33 di Erica Bortolussi

Metà Estate 2025 "Ispirazioni visive d'agosto, tra comunicazione, strumenti e cultura": questa è la newsletter che ho inviato il 15 agosto 2025 che parla di ispirazioni visive, strumenti e progetti di comunicazione

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Metà Estate 2025 "Ispirazioni visive d'agosto, tra comunicazione, strumenti e cultura": questa è la newsletter che ho inviato il 15 agosto 2025 che parla di ispirazioni visive, strumenti e progetti di comunicazione

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Agosto è quel momento sospeso in cui il tempo sembra farsi più lento, ma la testa – soprattutto per chi lavora con creatività, visione e progettazione come me – non smette di muoversi. Anzi, diventa forse uno dei momenti più generativi di idee, in cui fare spazio guardando, sistemando ciò che è rimasto indietro e liberando energie per ciò che verrà.

Per me questo periodo è un momento in equilibrio tra due vacanze, piccoli spostamenti di rigenerazione, e al tempo stesso uno spazio operativo molto intenso, che ho scelto di dedicare a progetti di concentrazione profonda. Sto lavorando su alcuni siti web e ho bisogno di silenzio, focus e pochissime interruzioni: agosto è perfetto perché le mail rallentano, le telefonate si diradano e io posso entrare nel flow.

In questa newsletter ti accompagno dentro alcune domande che mi sto facendo, spunti che mi hanno colpita e nuovi canali di comunicazione che sto esplorando. Una selezione ragionata, come sempre, con l’idea che comunicare non significhi semplicemente “produrre contenuti”, ma costruire connessioni, visioni e senso.

E infine, come ogni stagione, ti lascio anche una playlist pensata per accompagnare quelle giornate fuori dal tempo che solo l’estate sa regalare.

Ti consiglio una riflessione

WeTransfer e la proprietà dei contenuti trasferiti

Qualche settimana fa, il mio amico illustratore Roberto Blefari Hikimi ha pubblicato questo post su LinkedIn, sollevando un piccolo dettaglio relativo al cambiamento dei termini e condizioni di utilizzo di WeTransfer, il sistema per l’invio di file di grandi dimensioni. Dall’annuncio del cambiamento dei nuovi termini, a partire da questo mese di agosto, leggendo il testo emergeva la possibilità di utilizzare i contenuti a tempo indeterminato da parte della piattaforma.

Praticamente equivaleva alla totale cessione dei diritti di utilizzo dei file, che sotto il cappello della prevenzione della condivisione di materiali illegali, autorizzava alla modifica, creazione di opere derivate, anche per uno sviluppo futuro.

Sembra che dopo l’indignazione che è emersa da questa situazione minacciata di sfruttamento della proprietà intellettuale, WeTransfer abbiano rimodificato e rispiegato le condizioni di utilizzo indicando le loro intenzioni e specificando la proprietà dei diritti dei contenuti trasferiti.

Il caso di WeTransfer mi ha fatto ragionare su quanti e quali contenuti trasmettiamo su piattaforme di cui non abbiamo il controllo: in questo caso è WeTransfer, ma può essere Google Drive, Dropbox, le piattaforme social, le AI su cui carichiamo file da processare…. Quanti di noi hanno letto i termini e condizioni per capire come vengono usati i nostri contenuti? Quanto abbiamo realmente il controllo su ciò che mandiamo online? Quanto esisterà la proprietà intellettuale e i diritti di utilizzo di un contenuto da qui al prossimo futuro (diciamo 5/10 anni)?

L’arte, la creatività, che oggi non sembra esistere senza la sua promozione online, ha ancora una proprietà effettiva? O l’esposizione mondiale, che il digitale e Internet ci ha dato, mina questo principio? In che modo la condivisione delle idee può essere rispettosa ed eticamente giusta in un periodo in cui deleghiamo tantissimi aspetti delle nostre vite e dei nostri lavori a servizi esterni, quando non direttamente a intelligenze artificiali?

Come sempre, tante domande e poche risposte: rifletto e mi chiedo come poter essere più accorta e attenta a ciò che faccio e a ciò che mi circonda.


Pensieri Grafici • Live notes

Ci pensavo da un po’, poi un giorno mi sono detta: “perché no?”. 
Così è nato Pensieri Grafici • Live notes, un canale Telegram che mi sta dando la possibilità di sperimentare un modo diverso – più leggero, spontaneo, immediato – per condividere ciò che vedo, leggo, ascolto, e che mi ispira.

L’ho immaginato come uno spin-off della newsletter: stesso sguardo curioso, stesso desiderio di collegare la comunicazione visiva a temi più ampi, ma con un ritmo più fluido, meno costruito. È uno spazio che nasce dal bisogno di tenere traccia delle scoperte visive, delle riflessioni che mi vengono durante una mostra, dopo aver visto un cortometraggio o leggendo un articolo interessante. Come se ci trovassimo davanti a un bicchiere di vino a raccontarci le cose belle viste in giro.

Finora ho condiviso, ad esempio, un focus sull’illustratrice Malika Favre, dai colori decisi e dallo stile inconfondibile; una riflessione nata dalla visita alla mostra su Casorati a Milano; il podcast “Non avrAI altro Dio” che esplora l’impatto dell’intelligenza artificiale sul mondo del lavoro; uno spunto sulla strategia di comunicazione del podcaster Stefano Nazzi e un post di Parole Ostili sul potere (e la responsabilità) delle immagini che scegliamo di condividere online durante le vacanze.

I contenuti che pubblico lì generalmente non sono gli stessi che trovi nella newsletter o sui miei altri canali: è uno spazio più informale, ma non per questo meno curato. Un luogo dove mi sento libera di esplorare, anche sbagliando, anche andando fuori tema.

È ancora un esperimento, e come tutti gli esperimenti ha un margine di evoluzione: ho iniziato con un canale privato, ma sto valutando possibili aperture future, magari con un gruppo collegato per scambiarci idee. Intanto, se ti va di unirti, puoi farlo da qui:


Ti consiglio una mostra

Una mostra per chi ama manifesti, colori e storie da guardare

Visitate l’Italia! Promozione e pubblicità turistica 1900-1950 ed è una mostra che sembra disegnata apposta per chi ha un debole per la grafica d’epoca, per il racconto visivo del paesaggio e per la storia della comunicazione fatta di manifesti, caratteri e suggestioni tipografiche.

Allestita presso Palazzo Madama a Torino, raccoglie mezzo secolo di materiali che hanno costruito un immaginario collettivo: l’Italia come meta turistica da sognare, da raggiungere, da desiderare. Ma anche l’Italia come marchio, da raccontare con strumenti visivi potenti, sintetici e simbolici. Non ci sono solo manifesti pubblicitari: ci sono riviste, illustrazioni, brochure, mappe e materiali promozionali provenienti dall’Archivio storico dell’ENIT, l’Agenzia nazionale del turismo.

La sensazione è quella di camminare dentro una timeline visiva che mostra come si è evoluto il linguaggio grafico nel raccontare la vacanza: dai tratti liberty ai colori delle avanguardie, dalla monumentalità fascista alla ripresa del secondo dopoguerra. E soprattutto, come la comunicazione visiva abbia saputo trasformarsi in narrazione identitaria, capace di unire paesaggio, cultura, architettura, stile di vita e visione politica.

C’è un filo sottile che collega molte delle immagini in mostra alla storia del graphic design italiano e alla cultura visiva legata all’editoria: i manifesti dialogano spesso con le copertine di riviste del tempo, e la sensazione – per chi ama queste cose – è quella di ritrovare un formato noto, riconoscibile, che racconta attraverso il segno più che con le parole.

Una mostra da non perdere, non solo per chi lavora nella comunicazione, ma anche per chi ama vedere il passato con gli occhi della grafica. Ancora per una decina di giorni in esposizione a Torino.


Ti consiglio un progetto di comunicazione

Forgaza: per non restare in silenzio

Quello che ti segnalo qui non è un mio progetto, ma sento che merita spazio. Si chiama Forgaza ed è una piattaforma realizzata da Marco Vezzaro, copywriter e membro della community di Hacking Creativity, di cui faccio parte da anni, insieme ad alcuni colleghi.

È nato come gesto minimo, quasi istintivo, per reagire a un senso diffuso di impotenza. Un modo per mettere in circolo competenze e tempo, e trasformare il silenzio in una forma di comunicazione attiva. Dentro ci trovi una raccolta di azioni concrete, piccole o grandi, da intraprendere per chi sente il bisogno di prendere posizione e non riesce più a stare fermo di fronte a ciò che sta accadendo a Gaza.

Forgaza non si presenta come la soluzione, né pretende di avere tutte le risposte. È un lavoro in divenire, che si rivolge a chi si fa domande difficili, spesso scomode, e cerca uno spazio dove orientarsi. Non è una piattaforma neutra, ma nemmeno un manifesto ideologico. È un luogo in cui agire, informarsi, scegliere.

Credo che oggi anche questo sia comunicazione: usare gli strumenti che conosciamo per creare connessioni, visibilità, possibilità.
Se anche tu, come me e come molte persone che conosco, ti senti impotente di fronte alla complessità e alla portata di ciò che sta accadendo, ti invito a leggere le box, partecipare alle azioni proposte e condividere il progetto con chi può essere interessato.


Ti consiglio un libro

Viaggi, di Anna Benotto

L’estate è periodo di viaggi, quelli con un aereo, quelli con la fantasia e quelli con un libro. Questo bellissimo albo illustrato è una piccola storia di Orso, un diario di viaggio che ci narra i diversi modi di esplorare, un vagabondare nel mondo che la nostalgia degli amici più cari e l’inconfondibile profumo di casa hanno reso i ritorni più dolci. Orso è tutti noi, che viaggiamo fotografando tutto o registrando solo con gli occhi, con e senza meta, da soli o in compagnia. Questo è un dono che ho ricevuto da un’amica viaggiatrice come me, conosciuta in un bellissimo viaggio che porto nel cuore, che non poteva farmi regalo più sincero e dedicato. Perfetto per viaggiatori di tutte le età, per chi lo fa col corpo e per chi con la mente.


Ti consiglio un brand

Malira, il gioiello come linguaggio

Nel panorama della gioielleria italiana nasce Malira, un brand che rivoluziona il concetto stesso di ornamento prezioso. Questo brand di gioielli è nato come progetto imprenditoriale creato da una cara amica, ed è un progetto che mi è stato raccontato dietro le quinte durante il suo sviluppo nel corso dell’ultimo anno. Il suo nome Malira unisce le parole “malia” (incanto) e “ra” (luce solare, energia), e già il nome evoca fascino ed energia.

Non è un progetto che nasce per caso, ma è stato ideato da una passione profonda per il design del gioiello, per il suo valore simbolico, ed è stato combinato con una pluriennale esperienza professionale nell’ideazione di prodotti ed esperienze digitali che mettono al centro le persone. Amalia Sirignano e Paolo Lange hanno scelto la realizzazione di oggetti di design etico, attraverso un’attenta ricerca e selezione di materiali scelti con rigore (argento 100% ricalato, gemme naturali) ed una filiera di produzione controllata e certificata, rispettosa dei valori umani e sostenibili anche dal punto di vista ambientale.

I loro gioielli, disegnati da Amalia, sono amuleti contemporanei che combinano design e innovazione, che raccontato storie di cambiamento, consapevolezza e autodeterminazione. Malira rappresenta una frontiera nella comunicazione del lusso accessibile: non più ostentazione, ma introspezione resa visibile. Un brand che parla la lingua della contemporaneità, dove il valore non risiede nel prezzo, ma nel significato che ogni persona è libera di attribuire al proprio ornamento.

Vederne la nascita è stato emozionante, scoprire quanto lavoro c’è dietro alla creazione di una nuova impresa ed un prodotto di design così particolare mi ha riportato indietro alla memoria del design di prodotto, mio primo approccio alla progettazione. Il mio augurio è che questo brand trovi una risonanza profonda con le persone giuste – quelle che cercano non solo un gioiello, ma un linguaggio per raccontarsi. Che questo progetto possa crescere insieme alle storie di chi sceglierà di portarlo con sé, diventando davvero quello spazio di espressione autentica che Amalia e Paolo hanno immaginato.


Ti consiglio una playlist

Pensieri Grafici by Erica 🎧🎶 Estate 2025

Quella che ti propongo oggi è una playlist decisamente estiva: le sonorità iniziali sono leggere, luminose, mettono subito di buonumore. Riascoltandola, mi sono accorta che i brani diventano via via più lunghi e più ritmati: forse perché, inconsapevolmente, cercavo musica capace di accompagnarmi nel flow del lavoro.

Le influenze arrivano anche da ascolti recenti: festival, concerti, scoperte musicali che mi hanno lasciato tracce addosso. A un certo punto noterai una virata ancora più elettronica. È una selezione varia per generi, ma con una base comune: elettronica, quasi sempre strumentale, con qualche incursione nel jazz, nel latin house e in una techno un po’ più intensa.

L’altro giorno l’ho anche scritto in una bio: un certo tipo di musica mi si pianta tra stomaco e cuore, la sento lì prima ancora che con le orecchie. E la vedo con gli occhi: beat, note, sensazioni e visioni arrivano prima delle parole. La musica mi dà energia, mi rilassa, cambia il mio umore. Mi piace viverla anche in contesti dove l’aspetto visuale ha un ruolo centrale: la musica diventa un’esperienza sensoriale, quasi sinestetica.

Negli ultimi anni, soprattutto nell’elettronica, visivo e sonoro si sono intrecciati sempre di più, fino a fondersi. È una direzione che sta cambiando il modo stesso in cui la musica si racconta e si diffonde. E mi chiedo spesso: quanto la comunicazione – anche quella visiva – stia influenzando il mondo della musica? Riavvicinarmi alla musica, per me, è anche questo: osservare come comunica un intero settore culturale (come raccontavo in questo post su Linkedin), e cercare di coglierne le trasformazioni.

La playlist stagionale è nata come un piccolo esperimento. Quella che condivido ora è la quarta, e segna la fine di un ciclo: un anno in cui la musica è tornata a occupare un posto importante nella mia vita. Non solo come sottofondo, ma come presenza viva, scelta, ispirazione quotidiana.

Non ho ancora deciso se continuerò anche per la prossima stagione o se questa ricerca tornerà a essere solo mia. Ma se ti va di parlare di musica, io sono qui! Rispondi a questa newsletter e raccontami le sonorità che ti accompagnano in questo periodo.

Ogni momento è quello giusto per fermarsi a ripensare alla propria comunicazione e costruire una strategia che rispecchi davvero chi sei e cosa fai. Vuoi lavorare sul tuo brand, individuare un carattere visivo distintivo? Ti piacerebbe trovare il modo giusto per raccontarlo? Se desideri uno sguardo esterno e professionale, un aiuto per raccontare visivamente e strategicamente la tua azienda, la tua associazione o la tua attività professionale, prenota una consulenza one-to-one: iniziamo a costruire insieme la tua identità visiva e strategica di brand.

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Immagine di Ciao, sono Erica!
Ciao, sono Erica!

Mi occupo di consulenze di comunicazione di e realizzo i progetti visivi di cui hai bisogno per comunicare.
In questo blog racconto il mio sguardo sul mondo, gli stimoli grafici che osservo, parlo di comunicazione visiva, di strategie, libri, eventi di settore e a volte anche di aspetti più tecnici.