dal blog PENSIERI GRAFICI

Cosa c’è prima di “Graphic & Communication Designer”

Erica Bortolussi ritratto 2024_photo by Jana Sebestova

Ovvero chi sono, come mai sono qui e perché questo blog.

Erica Bortolussi ritratto 2024_photo by Jana Sebestova
Ovvero chi sono, come mai sono qui e perché questo blog.

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Caro lettore, cara lettrice,

se stai leggendo questo post, il primo del blog “Pensieri grafici”, è perché hai avuto la curiosità o la costanza di ricercare un contenuto non particolarmente visibile, e per questo ti faccio un ringraziamento particolare.

Questo è il primo post, e come un buon incipit che si rispetti, cercherò di chiarire i miei intenti rispetto a questo progetto.
Prima di tutto mi presento:

Prima di diventare Graphic & Communication Designer, prima ancora della qualifica di professionista, di lavoratore, sono semplicemente Erica.

Sono nata all’inizio degli anni ’80, periodo di prosperità e boom economico nell’occidente del mondo, e sono cresciuta con la consapevolezza che nella vita avrei potuto volere, e probabilmente ottenere, quasi qualsiasi cosa. E questa consapevolezza ha accompagnato il mio timido approccio alla vita per tutto il liceo, gli studi universitari e la ricerca di lavoro.

Sono entrata tranquillamente nel mondo del lavoro, ho acquisito una posizione abbastanza solida, un contratto a tempo indeterminato, una casa; finché nel 2013, in piena crisi economica, mentre le persone vicino a me venivano lasciate a casa, ho deciso di licenziarmi e costruirmi un futuro diverso.

Più emozionante, più creativo, più in linea col mio modo di essere e di intendere il lavoro.

Molti l’avranno pensato fossi pazza, nessuno però me l’ha detto. Hanno usato altre parole, coraggiosa soprattutto.

Come poi ho riscontrato in tante persone della mia età, può essere che abbia avuto una crisi di mezz’età con qualche anno di anticipo. Solo che anziché decidere di aprire il classico chiringuito sulla spiaggia, ho deciso di focalizzarmi sui miei studi universitari, e riprendere la vita lavorativa e creativa che avevo lasciato qualche anno prima.

E così eccoci qua, nel 2019, data in cui sto scrivendo questo primo articolo, a 6 anni da quella decisione, al 6° anno della mia partita iva:

Erica Bortolussi – Graphic & Communication designer (dal 2014)
Erica Bortolussi – Consulente di comunicazione e designer

In primo luogo “designer“: termine tradotto e utilizzato in orrendi modi nel linguaggio italiano (è così di dddesign), ma che ha il suo significato primario in “progettazione“. Era così nel 2004 anno della mia prima laurea, era così nel 2014 anno di inizio dell’attività in proprio, ed è così anche nel 2024 in cui cambio titolo ma la designer che è in me resta sempre.

E le prime due definizioni:
– “Graphic“: curo gli aspetti visivi di un progetto e trasformo i bisogni dei miei clienti in loghi, colori e immagini.
– “Communication“: mi permette di ampliare gli ambiti di intervento in cui opero; non solo grafica quindi, ma anche strategie e piani di comunicazione, storytelling e branding.

Come corollario alle informazioni più istituzionali, che puoi leggere qui, di me ti racconto che:

  • Sono nata in Emilia, in provincia di Piacenza, in una luminosa domenica di ottobre, il mio piatto preferito arriva proprio da lì, Pisarei e Fasò.
  • Ho suonato pianoforte per 16 anni e sax per 3: poi un giorno ho smesso e da allora non ho mai più toccato uno strumento. Ma la musica fa parte intrinsecamente di me, con suoni e musicalità differenti a seconda del mio umore. Ascolto la musica ad alto volume, anche in cuffia, e i concerti li vivono sul prato in piedi, non ammetto alternative. Tra gli ultimi concerti a cui ho assistito ci sono stati Subsonica (più volte, non manco a nessuna loro tournée) Muse, C2C, Nightmare On Wax, per farti un’idea.
    (Questa sezione è sempre un po’ in aggiornamento, perché vedo molti concerti ogni anno)
  • Non ho avuto la TV fino a 9 anni: quando è entrata in casa era perennemente accesa su telegiornali e tribune politiche. Da allora non l’ho più spenta, ma a volte cambio canale. Guardo Serie TV sempre in ritardo rispetto ai miei amici seriali, e quando loro parlano di cartoni animati degli anni ’80 e ’90 io faccio scena muta.
    (Aggiornamento 2023: la tv fa un po’ meno parte della mia attuale vita, ho aumentato l’ascolto dei podcast, sono tornata a leggere molto, frequento più eventi, scelgo serie tv e film sulle piattaforme streaming. Ma la tv “normale” continuo a guardarla ancora, anche se con meno assiduità, ci trovo programmi e approfondimenti interessanti. Ormai quando lo dico ai miei amici mi guardano strano)
  • Sono stata al cinema prima di guardare la TV: una volta a settimana, per anni. Ora inseguo quel ritmo ma senza costanza, e i film più interessanti durano troppo poco nelle sale; ogni giugno aspetto con ansia la pubblicazione delle rassegne di cinema all’aperto per recuperare. Inevitabilmente non riesco a vedere tutto ciò che vorrei, e la mia wishlist di film diventa sempre più lunga.
    (Aggiornamento) Dal 2022 partecipo ad un CineClub a Collegno (TO), ed ogni settimana scopro film interessanti di categorie non troppo mainstream, soprattutto film europei che al botteghino in prima uscita non hanno avuto molta risonanza. Sono spesso film molto belli, che hanno vinto premi nei principali festival internazionali. La programmazione del 2024 è questa.
  • Sono Mac-addicted: non occorre dire altro. E se stai pensando che l’Android/Windows sia migliore ripensami la prossima volta che sostituirai il tuo computer o il tuo cellulare, poi ne riparliamo. Sono addicted, non fanatica: cambio l’iPhone solo alla naturale rottura del precedente, e nel 2024 ho preso il primo ricondizionato, scelta felicissima sotto tutti i punti di vista.
  • Cucino prevalentemente torte e dolci, che distribuisco in giro, perché non posso mangiarli tutti io (sob!). I miei familiari non possono e non vogliono mangiarne: è una vita difficile, ma io non demordo.
    (Aggiornamento 2023: purtroppo cucino sempre meno dolci, anzi ormai sono rare queste occasioni. Tra le mie revisioni di vita adulta c’è anche questo passaggio)
  • Leggo romanzi contemporanei (oltre a libri di settore), prevalentemente di autrici, prevalentemente di fronte al mare. È la mia attività mono-tasking preferita. Peccato che ancora non abiti vicino al mare.
  • Visito mostre e musei con frequenza, soprattutto forme d’arte moderna e contemporanea. Molto spesso ci vado da sola.
  • L’ho detto che adoro il mare? L’oceano soprattutto. Prima o poi andrò a vivere di fronte al mare: obiettivo zero della mia wishlist esistenziale.
  • Viaggio sempre con la mente, e quando posso anche col corpo. Passo più tempo a programmare e sognare viaggi per il mondo di quanti poi riesca a farne, ho una wishlist di luoghi da visitare che si allunga per ogni fotografia o film che guardo.
    (Aggiornamento dal 2023: i viaggi sono diventati prioritari nei miei obiettivi; che siano brevi o più lunghi, vicinissimi o più lontani, programmo il mio anno sui viaggi che voglio fare. Mi permettono di respirare e aumentare la creatività, torno sempre molto rigenerata)
  • Faccio liste per qualunque cosa, e ciò mi aiuta a non perdere idee e cose da fare: nel tempo ho imparato ad organizzarle in modo utile e funzionale.
    (Aggiornamento 2024: l’ultima su cui mi sono cimentata è questa)

Perché ti ho raccontato tutto ciò?

Principalmente perché sono una persona con degli interessi e delle passioni, oltre al mio lavoro; e poi perché mi piacerebbe un giorno unire queste mie peculiarità e piaceri in progetti creativi e di comunicazione. Come? Non lo so ancora, ma qualcosa potresti leggerlo nei miei futuri post, e non dovrai chiederti perché ho scelto di trattare quello specifico argomento.

E quindi, perché questo blog?

Il mio sguardo sul mondo è sempre attento a ciò che mi circonda, a riflessioni su quanto la comunicazione visiva sia insita in tutto ciò che vediamo o facciamo: siamo invasi di pubblicità per strada; ogni elettrodomestico che usiamo (dal cellulare al forno) ha un’interfaccia visiva; leggiamo quotidianamente segnaletiche sui mezzi pubblici, email, giornali online e cartacei; passiamo ore con gli occhi su app per distrarci; in ogni luogo in cui andiamo percepiamo una sensazione data dagli stimoli visivi che ci circondano (perché in ospedale sembra tutto freddo e incomprensibile e quindi ci spaventa?).

La comunicazione visiva ci circonda e fa parte della nostra vita molto più di quanto possiamo rendercene conto. Quando esco di casa (ma direi anche in casa) mi soffermo spesso a guardare i dettagli di un progetto grafico: che sia la schermata di menu di Netflix, l’impaginazione del libri di ricette, il menu del ristorante in cui dovrei scegliere la portata.

Tutto ciò che vediamo è stato (molto probabilmente) studiato e progettato graficamente, per farci arrivare un messaggio e trasmetterci una sensazione, e di conseguenza farci compiere un’azione. Questo aspetto mi affascina molto, e sono attratta dall’osservare cosa mi propone il mondo.

In questo blog vorrei raccontarvi gli stimoli grafici che osservo, analizzare il perché e il come di ciò che vedo, provare a valutare se un messaggio visivo ha ottenuto il suo scopo, o anche solo cercare di meravigliarvi facendovi vedere ciò che affascina me.
A fianco a questi temi, parlerò di strategie di comunicazione, a volte anche di aspetti più tecnici, o chiarire alcuni dubbi in merito al mondo della comunicazione e del web, fornendo informazioni utili a chi si avvicina a questo mondo oppure ha bisogno di capire se un servizio di comunicazione può fare al caso suo.

Cara lettrice e caro lettore, se oltre ad aver trovato questo post, sei anche arrivato a leggerlo tutto, posso solo dirti

Grazie.

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Immagine di Ciao, sono Erica!
Ciao, sono Erica!

Mi occupo di consulenze di comunicazione di e realizzo i progetti visivi di cui hai bisogno per comunicare.
In questo blog racconto il mio sguardo sul mondo, gli stimoli grafici che osservo, parlo di comunicazione visiva, di strategie, libri, eventi di settore e a volte anche di aspetti più tecnici.